La storia del Centro La Tenda, a cura di caos Centro studi e formazione

LA TENDA. Un po’ di storia

Nel 1982 nasce il Centro di prima Accoglienza de La Tenda in un locale seminterrato a Torrione, nella periferia di Salerno.
E’ un’idea sorta su iniziativa del Comitato Diocesano per la Vita, espressione della Diocesi di Salerno.
Nel 1979, da un convegno diocesano indetto dall’Azione cattolica salernitana si era costituito infatti “Il comitato diocesano per la vita”, in cui vanno a confluire diverse associazioni, sensibili tutte al disagio, in qualunque forma esso si manifesti. 1983 Il “Comitato diocesano per la vita”, guidato allora dal presidente giudice Stefano Pignataro e dall’assistente diocesano monsignore Don Giovanni Pirone, si rende subito conto dell’assoluta mancanza di strutture adeguate sul territorio salernitano per accogliere chi necessita d’aiuto.
Sorge la necessità da qui di creare una struttura capace di rispondere alla richiesta della società.
In questa fase è fondamentale “la leva”, importante oggi ma anche ieri, del volontariato. Ma si è anche consapevoli del fatto che un Progetto così elevato avrebbe avuto bisogno del concorso di molte energie.
1984 Il diciotto Giugno 1984 prende corpo “Progetto Uomo” e nasce l’Accoglienza.
Da quel momento in poi i ragazzi che chiedono una mano iniziano ad aumentare tanto da porre l’esigenza di aprire una Comunità Terapeutica.
Inizia un’avventura destinata a coinvolgere migliaia di giovani, altrettanti nuclei familiari, operatori sociali e sanitari, secondo una strategia innovativa di promozione che punta sin dall’inizio su obiettivi di sviluppo sociale complessivo. 1985 Il quattro Maggio 1985
La Tenda ospita i primi ragazzi presso la Comunità terapeutica di Giovi.
L’ipotesi iniziale fu Brignano (Sa), abbandonata però per la ribellione della comunità locale.
Si giunge quindi alla soluzione attuale di Giovi. Questo non avviene senza resistenze da parte della popolazione del posto, ma di fatto non turba la serenità della vita della Comunità locale che, anzi, stringe col tempo un forte legame di solidarietà con La Pagliuzza. 1986 1986al 1986 in poi con l’avvento di don Nicola Bari, subentrato a Don Giovanni alla guida de La Tenda,
il Centro si articola in una sempre maggiore complessità.
Le maglie si allargano, dalla tossicodipendenza al disagio generale, includendo nuove tematiche di intervento come quelle del lavoro, dei minori, ecc …
L’organizzazione punta su una struttura modulare impostata per aree e coordinata dal gruppo piuttosto che gerarchicamente.
l’Associazione viene finalizzata soprattutto a dare una identità formale in rapporto al sociale, mente.
Accettando la sfida del dinamismo sociale e diversificando le sue attività, il Centro LA TENDA punta a favorire l’inclusione sociale di gruppi svantaggiati secondo una logica diversa. 1987 Nell’autunno del 1987, sulla scorta della rielaborazione concettuale del programma terapeutico, a livello territoriale, il Centro dà vita, tra le altre iniziative, al primo corso strutturato di formazione.
Obiettivo del corso di formazione-informazione è quello di formare persone capaci di sensibilizzare all’impegno educativo i genitori,
gli insegnanti, i responsabili dei gruppi giovanili.
Agli educatori viene data l’opportunità
di ridefinire la propria identità professionale, di arricchirsi personalmente
per essere educatori affidabili e coerenti, “interlocutori attendibili”.
Nell’ambito dell’attività di prevenzione sorgono anche i gruppi di Auto-Aiuto riservati
ai giovani. 1988 Nel 1988 il Centro forte del suo radicamento territoriale,
oltre a consolidare l’attività di recupero rivolta a giovani con disagio conclamato, organizza:
• gruppi aperti per far conoscere l’attività in fase di realizzazione con i relativi riferimenti ispiratori;
• gruppi d’incontro con categorie omogenee: insegnanti, medici, operatori sociali,
operatori economici;
• giornate dedicate a tematiche specifiche;
• convegni sulla prevenzione del disagio, a livello territoriale;
• manifestazioni di animazione territoriale.
Grazie all’accresciuta sensibilità delle persone formatesi attraverso i corsi di prevenzione
molti volontari avviano i Centri di Ascolto in varie località della provincia.
I Centri di Ascolto costituiscono una sorta di laboratorio sociale perché il territorio si corresponsabilizzi nell’azione educativa rivolta ai giovani e in tutti, giovani e adulti, si risvegli il desiderio, la volontà e la capacità di vivere in una società solidale. 1989 Dal 1989 il Centro si occupa di definire modelli di intervento per consentire una più consapevole e responsabile partecipazione dei familiari al percorso educativo
dei giovani utenti.
Promuove, in particolare, l’organizzazione
del servizio di Coinvolgimento Familiare Parallelo che persegue questa specifica finalità, adottando un approccio integrato di tipo sistemico-familiare.
Contemporaneamente, inizia a rispondere sistematicamente a richieste, sempre
più numerose, provenienti dal mondo della scuola, del volontariato, dagli operatori
dei servizi pubblici, dall’associazionismo giovanile cattolico, dai familiari
degli utenti e dagli operatori interni al Centro LA TENDA.
Adotta in tali circostanze una definita metodologia che alterna esperienze relazionali a rielaborazioni cognitive. 1990 Dal 1990 si sviluppano
• attività culturali e di ricerca realizzate dal Centro di Promozione Permanente della Prevenzione, espressione dell’azione territoriale
• gruppi speciali e nuovi percorsi educativi per il disagio che pongono le basi per il nuovo orientamento operativo del Centro LA TENDA a favore dei minori.
Iniziano, nel frattempo, ad essere operanti in tale direzione le attività di:
• valutazione psico-diagnostica delle risorse genitoriali
• terapia familiare
• mediazione familiare
• ascolto protetto del bambino
• animazione territoriale 1991 In questi anni si sviluppa l’animazione socio-culturale che implica un insieme di interazioni continue e positive tra persone che scelgono di perseguire insieme un obiettivo, ma anche tra persone che abitano lo stesso territorio e vivono nella stessa realtà comunitario-sociale.
Lo scambio emotivo, la cooperazione attorno al compito e la comunicazione di
significati provocano un evento culturale: avviene inevitabilmente un confronto tra la cultura esistente e le nuove forme di cultura. 1992 Risorse coordinate, opportunità formative socio-lavorative, culturali, animative,
sportive, vengono offerte al destinatario dei diversi servizi, in un’ottica di orientamento e in un contesto di accompagnamento lavorativo.
Viene allestito un sistema di servizi con attività metodologicamente organizzate perché a tutte le persone vengano riconosciute,
valorizzate e riqualificate le proprie competenze. L’obiettivo sullo sfondo è l’integrazione dei percorsi psico-educativi, socio-lavorativi e professionali in un modello di intervento integrato. 1993 Dalla vecchia idea di Comunità Terapeutica per tossicodipendenti, si è ormai passati a una nuova idea di comunità, transizionale, aperta, di passaggio,
risorsa della rete territoriale al servizio del minore e del giovane in difficoltà.
Una realtà dinamica, con finalità di mediazione, accompagnamento e orientamento,
facilitatrice di passaggi evolutivi, e anche di acquisizione di abilità strumentali, di competenze relazionali, di maggiori consapevolezze relative alla personale
identità di ciascuno.
Il Centro diventa, inoltre, la sede capace di attivare,
catalizzare processi e interazioni tra persone, gruppi, enti, etc.
Se la finalità dell’azione educativa diventa l’orientamento, lo sfondo è sempre più rappresentato dalla rete territoriale. Lo stesso Centro LA TENDA attiva una profonda
riorganizzazione interna. 1994 Il 1994 segna il passaggio più deciso verso una proposta della centralità della persona
quale soggetto critico, autonomo, capace di progettualità e di orientamento nel sociale.
Pertanto viene elaborata una proposta psico-educativa che supera definitivamente il cosiddetto “programma terapeutico”, tradizionalmente strutturato
nelle fasi dell’ Accoglienza, della Comunità, del Reinserimento.
Viene avviata una proposta, strutturata in moduli, che consente di adeguare l’intervento
alle necessità del momento, personalizzando il più possibile il progetto educativo. 1995 È l’anno della visita del Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, alla Comunità “La Pagliuzza” del Centro LA TENDA.
Al di là del valore simbolico di questo evento che rappresenta anche un riconoscimento pubblico del Centro, l’incontro con la massima carica istituzionale italiana
rappresenta un forte stimolo a continuare nella direzione intrapresa, ma soprattutto
una preziosa occasione per rilanciare, definendole, le nuove linee di orientamento del Centro. Dalle nuove sfide sociali che sorgono dalla periferia era arrivato
già da tempo, infatti, l’impulso determinante a superare la precedente organizzazione
in moduli educativi ed a strutturare tre aree di intervento:
• Area psico-educativa
• Area minori e territorio
• Area lavoro
A queste si aggiunge l’Area servizi, trasversale alle prime tre, che ne garantisce il
supporto organizzativo, formativo e amministrativo 1996 Con i corsi di formazione Ulisse e Sicomoro.1996Nel 1996 viene ribadita la necessità di una maggiore “attenzione alla persona”.
Una reale presa di coscienza dei suoi bisogni di crescita di evoluzione e di sviluppo, sono alla base dell’abbandono delle risposte “programmate” e predefinite.
Tale ampliamento è la fisiologica conseguenza di processi sociali, culturali e motivazionali.
Il corso, denominato “Ulisse” per sottolineare il desiderio di ricerca e di conoscenza,
registra la partecipazione sia operatori di comunità, sia di volontari e operatori
di primo livello de LA TENDA, sia, ed è questa una novità di particolare rilevanza,
di studenti della cattedra di Psicologia della Facoltà di Scienze dell’educazione
dell’Università di Salerno e della Scuola superiore di servizi sociali
dell’Istituto Universitario “Suor Orsola Benincasa”.
Aprire nuovi servizi significa anche aggiornare e preparare in modo nuovo gli operatori.
Di qui nasce il corso di formazione “Sicomoro”, così denominato dal passo del Vangelo di Luca in cui Zaccheo sale su un albero di sicomoro per vedere il passaggio
di Gesù, simbolo della ricerca interiore dell’uomo verso la vera conoscenza
di sé, che propone l’approfondimento di alcune metodologie e approcci psicoterapeutici.
Anche in questo caso, alla formazione teorica si alterna quella pratica.
I corsisti sono in gran parte giovani
con alle spalle un’esperienza di tossicodipendenza e un percorso di recupero nelle strutture della “Tenda”, oltre ad alcuni operatori di comunità già attivi nei
moduli terapeutici. Come nel caso del progetto di primo livello, l’“Ulisse”, anche
per il “Sicomoro” è significativa, sul piano qualitativo e quantitativo, la presenza
di studenti della Cattedra di Psicologia della Facoltà di Scienze dell’educazione
dell’Università di Salerno e della Scuola superiore di servizi sociali “Suor Orsola
Benincasa”. Lo scambio di esperienze è indubbiamente proficuo. In prospettiva, si
pensa a corsi in comune tra l’associazione di volontariato e il mondo universitario,
e si dà avvio a convenzioni che consentano lo scambio di allievi, così come a
un riconoscimento formale de “La Tenda” nell’ambito della formazione di operatori
del sociale.
Anche in questo caso, naturalmente, lo strettissimo collegamento e a volte la
sovrapposizione concettuale tra le due iniziative corsuali consente la totale personalizzazione
del percorso e la scelta, da parte di ciascun allievo, dei moduli ritenuti
più adatti e consoni al proprio progetto. 1997 L’esperienza conferma largamente l’intuizione e la convinzione,
certamente all’epoca ancora patrimonio di pochi, che il ricorso alla droga è il sintomo
di un disagio personale, familiare e sociale variegato e complesso, da
affrontare con strumenti pedagogici e sociali piuttosto che sanitari o giudiziari.
Di qui l’obbligo, per chi si interessa alla prevenzione e al recupero delle
tossicodipendenze, di occuparsi di altre forme di emarginazione e sofferenza, che
riguardano i minori, i disoccupati, le persone detenute, o legate all’abuso di
alcool o alla prostituzione, e di puntare alla prevenzione operando con le famiglie,
la scuola, le parrocchie, i gruppi informali, ecc.
La vocazione di molte forze del volontariato è stata fin dall’inizio
orientata verso un impegno a tutto campo nel sociale, rivolgendosi anche ad adolescenti
a rischio, a minori “di strada”, a persone senza fissa dimora, a giovani che
hanno precocemente abbandonato la scuola, a famiglie disgregate, sebbene l’emergenza
droga avesse in alcune situazioni monopolizzato l’attenzione e le energie. 1998 Il 1998 rappresenta l’anno del pieno recupero della dimensione sociale dell’intervento
in favore dell’Uomo.
L’ attenzione alle problematiche emergenti dal disagio dei minori, cui il centro si
avvicina con sempre maggior decisione, comporta naturalmente una maggiore
attenzione ai contesti familiari,sociali, territoriali. Solo agendo su di essi infatti
l’azione in favore dei minori riesce ad essere più incisiva e credibile. Garantire ai bambini delle condizioni familiari e socio-ambientali di sano sviluppo rappresenta
una scelta obbligata e una responsabilità cui richiamare, ancor prima del minore, destinatario finale degli interventi, le famiglie, i servizi, le istituzioni. Gli operatori
vengono chiamati ad esercitare un’azione maggiormente calata nel sociale,
finalizzata ad attivare, catalizzare processi, integrare risorse, mediare interessi e
conflitti familiari e sociali. La proposta formativa si arricchisce di una dimensione
politica. 1999 In seguito all’incalzare dell’iniziativa formativa, in pochi anni il valore sociale dell’azione intrapresa si è affermato come elemento-cardine, fino alla individuazione di un percorso, come quello di Tutoring for job (e di Jobbe), che sintetizza e raccoglie l’esperienza della cooperazione sociale e del “No-profit” da un lato, la “scoperta” dell’indispensabilità della formazione specifica dall’altro. Qui il lavoro sociale diventa occasione per sperimentare la formazione (e la didattica, persino), e la formazione diventa chiave per l’accesso alla qualificazione del lavoro sociale.Si fa più forte la presenza del Centro sul fronte socio-lavorativo e dell’economia sociale.
Il Centro fa in modo di attivare dei servizi finalizzati specificamente all’inserimento socio-lavorativo.
In collaborazione
ed in rete con quelli già esistenti sul territorio organizza, crea e sviluppa:
• servizi d’animazione
• servizi d’orientamento al lavoro
• percorsi formativi per operatori, volontari, docenti e genitori
• servizi di recupero scolastico
• laboratori artistici culturali e professionali
• servizi di sostegno ai familiari
• convegni. 2000 Nel 2000, curato dal Centro LA TENDA, a conclusione del progetto Jobbe, si realizza il convegno “UN TERRITORIO
PER IL MINORE” alla ricerca di un modello integrato di intervento”,
Il progetto Jobbe aveva individuato una nuova figura professionale, il mentor, capace di accompagnare i minori drop-out in un percorso di sviluppo finalizzato
all’inserimento socio-lavorativo grazie all’allestimento di laboratori artigianali,
ma soprattutto grazie allo sviluppo di competenze psicoeducative, organizzative,
cooperativistiche e di interazione con la rete dei servizi territoriali.
Veniva in tal modo testimoniata un’esperienza formativa che puntava costituzionalmente
sullo sviluppo di processi esistenziali significativi e sull’autopromozione
di progetti personali, potendo contare però anche su un adeguato livello di
complessità e di articolazione operativa e che, perciò, aveva anticipato le risposte
ai bisogni di “terza generazione”.
Lo sfondo socio-politico, nel frattempo, evidenzia l’esigenza di attivare processi di
integrazione sociale, per andare incontro ad un bisogno sempre più avvertito di
“soggettività pubblica”come bilanciamento ad un possibile ulteriore individualismo.
Si evidenzia con più chiarezza la funzione di quelle strutture intermedie che vengono
incontro a nuovi interessi e bisogni collettivi. 2001 A partire da questi anni, La Tenda si rende sempre più consapevole della necessità di sviluppare una cultura della partnership
Nel modello di Welfare Community che si va prefigurando, infatti, l’ente pubblico è chiamato
a “gestire di meno e governare di più”; a passare da un controllo meramente
formalistico ad uno sostanziale che abbia al centro la qualità e l’efficacia del
servizio reso; a lasciare al Terzo Settore un campo dove quest’ultimo può fare di
più e meglio; a garantire ai cittadini il rispetto dei loro diritti fondamentali attraverso
la messa a disposizione delle risorse pubbliche necessarie per una copertura
estesa ed efficace dei bisogni sociali.
In tale contesto nasce l’azienda ceramica di Siano. 2002 Sul versante “lavoro” sempre più si va profilando una società di servizi
in cui necessariamente tutto sarà migliore, ma più difficile, in cui prevale la
necessità per tutti di essere più attenti, più obiettivi, più flessibili, pronti e pragmatici. Nascono sullo sfondo di una realtà sociale in rapida trasformazione, dove sempre più chiaramente si va profilando una società di servizi in cui necessariamente tutto sarà migliore, ma più difficile i corsi di formazione:
• Nuovi processi di intermediazione per un efficace sviluppo sociale
• La promozione delle opportunità, l’intermediazione sociale, il welfare community: strategie di efficace integrazione socio-lavorativa
Entrambi sono rivolti agli operatori dei servizi pubblici e del privato-sociale, realizzati
nell’ambito dei piani di zona previsti dalla legge 328. Sono la testimonianza di un ruolo diverso riconosciuto al Centro di catalizzatore di processi e integrazione di rete.
2002Nel 2002, inoltre, per consolidare la proposta relativa alla promozione di un modello di salute globalmente intesa, il Centro La Tenda ha dato vita a CANOPO, Centro Europeo di Promozione della Salute, che persegue specificamente l’obiettivo della diffusione di nuovi modelli di prevenzione e la promozione di un modello di benessere globale sulla scia delle esperienze di intervento e di integrazione maturate in questi anni. 2003 La strategia proposta in questa fase si fonda sull’integrazione tra i sistemi di formazione professionale ed il mercato del lavoro. Vale a dire su un modello di eccellenza di attività formative rivolte a soggetti svantaggiati che contengono azioni dotate di complessità e
diversificazione (orientamento, tutoring all’inserimento sociolavorativo, creazione
di nuovi profili professionali, formazione in alternanza con l’esperienza produttiva,
creazione ed incubazione dello start up di imprese sociali).
Il centro “La Tenda” consolida questo modello operativo nell’ambito dei sistemi integrati di servizi, ma anche nell’ambito della Comunità europea svolgendo una funzione di tutor di alcuni paesi candidati all’ingresso in Europa, come ad esempio la Romania. 2004 Nel 2004 il progetto JOB AGREEMENT punta ad innescare nel territorio di riferimento un
meccanismo di sviluppo e promozione di politiche attive del MDL per combattere
e prevenire la disoccupazione, agevolare il reinserimento nel MDL e sostenere
l’inserimento nella vita professionale dei giovani.
Job Agreement intende innovare
il rapporto tra politiche sociali e politiche del lavoro attraverso un approccio globale al problema dell’accesso e della permanenza nel mondo del lavoro, che ricomprenda la promozione di imprese sociali, lo sviluppo di servizi di orientamento, formazione e sostegno al processo di inclusione socio-lavorativa, la concertazione tra istituzioni pubbliche, organizzazioni del terzo settore, imprese, per
definire una strategia di sviluppo del capitale umano e del territorio.
Forte è l’esigenza della formazione di nuovi manager sociali che integrino le competenze dell’operatore di reti locali con capacità di attivazione e mediazione di rete politica e sociale, anche a livello europeo. 2005 Nel frattempo la realtà socio-economica, lungi dal presentare certezze e stabilità,
sembra caratterizzata da un incessante dinamismo, rispecchiato dalla compresenza,
in termini di complessità, di fenomeni spesso tra loro apparentemente
inconciliabili.
E’ in questo contesto che il Centro LA TENDA cerca una sintesi tra il bisogno di garantire un percorso psico-educativo riconoscibile e centrato sulle esigenze della persona e le istanze e le esigenze che la realtà sociale pone.
Questa situazione sociale corrisponde altresì all’emergere di una nuova fase, successiva a quella del welfare state, che mirava a garantire la fruizione dei diritti e la soddisfazione dei
bisogni primari ad ogni cittadino.
Lungo tale strada, l’ orientamento indica un atteggiamento culturale da cui poter
ripartire, per guidare, il processo di costruzione di nuove risposte ai nuovi bisogni.
I corsi di formazione Acquario verde e Acquario blu, realizzati in questo anno, si collocano su questa scia. La loro realizzazione coincide con il rilascio di qualifiche professionali riconosciute dall’Ente Regione Campania. 2006 Nasce la Compagnia degli Amici; Il Centro si configura come un’organizzazione articolata e complessa tesa a promuovere lo sviluppo sociale globale attraverso la cultura della solidarietà, dell’autopromozione della persona e della Comunità territoriale.
L’idea di “uomo”, capace di crescere e svilupparsi, con la propria identità e autonomia, secondo un proprio percorso e un proprio futuro, indipendentemente dalla qualità, dalla cultura, dal livello sociale, dal potere economico e politico di partenza, appartiene alle radici del suo modello di intervento.
Questa impostazione di fondo consente al Centro La Tenda di allestire contesti formativi permeabili per puntare sistematicamente su una proposta dinamica finalizzata all’auto promozione della persona.
Infatti il Centro La Tenda, fedele alla sua mission originaria di complessiva promozione umana e sociale, svolge funzioni di:
§ osservatorio permanente sui fenomeni sociali.
§ agente di sviluppo e di intermediazione sociale, attraverso azioni di networking con enti ed istituzioni, PMI, organizzazioni del privato sociale;
§ attivatore di servizi alla persona ed alla comunità;
§ promotore di nuove opportunità occupazionali, attraverso la promozione di imprese sociali
§ formatore di nuovi profili professionali, di innovative metodologie di cooperazione e di modelli di intervento psico-sociali e socio-lavorativi.
Molti sono stati i progetti realizzati in questi anni dal Centro La Tenda in collaborazione con gli enti pubblici, del privato e del privato-sociale e le esperienze imprenditoriali avviate, i percorsi di orientamento personale e professionale maturati, i servizi attivati per i giovani.
La stessa filosofia di rete che si è sviluppata nel tempo, grazie al costante confronto con le istituzioni e diverse organizzazioni del privato e del privato sociale, ha permesso di realizzare le attività lavorative dei laboratori artigianali (edilizia, lavorazione del biscotto artigianale in argilla, ceramica artistica, vetro tiffany, presepismo, falegnameria e restauro, cartotecnica, avicoltura); di fornire il personale per i diversi servizi in convenzione con enti e istituzioni pubbliche (manutenzione verde pubblico, pulizie uffici comunali, archivio comunale, gestione strutture sportive, raccolta rifiuti solidi urbani, tutoraggio tirocini e stages, ecc.); di gestire la bottega di Bartimeo a Salerno, punto vendita di tutti i prodotti realizzati nei diversi laboratori.
Queste imprese sociali rappresentano oggi oltre che una realtà operativa, anche un modello e una proposta per rispondere ai nuovi bisogni sociali. Sono inoltre l’espressione di un’azione di rete volta a far crescere una cultura della solidarietà vissuta concretamente.
Una testimonianza consistente di questo lavoro di rete sono le cinque cooperative sociali che sono nate e che oggi operano, permettendo di gestire con i propri 100 operatori i percorsi psico-educativi e le esperienze formative (seminari, corsi di formazione e aggiornamento, borse lavoro, tirocini e stage professionali, ecc..) che il Centro La Tenda ha elaborato e attivato negli anni.
L’intervento del Centro, pertanto, si concretizza sempre più in azioni di rete (locale, nazionale ed europeo) rivolte all’attivazione di iniziative e percorsi finalizzati alla promozione della cooperazione sociale, in un’ottica di imprenditorialità.
Il Centro La Tenda inoltre punta all’obiettivo di garantire sostenibilità economica ai propri servizi e alle proprie attività e, per renderli meno dipendenti dall’ erogazione di fondi pubblici, ha dato vita, nel maggio di quest’anno, ad una Fondazione sociale formalmente costituita.
L’obiettivo, ambizioso ma concreto, è quello di accrescere la quota di autofinanziamento dei servizi e delle attività, nonché il sostegno ad iniziative che rispondano tempestivamente alle nuove emergenze sociali e ai nuovi bisogni delle persone.
Si colloca in tale prospettiva l’impegno in una nuova strategia di marketing, e la sperimentazione di innovative formule di commercializzazione.
Ad ulteriore testimonianza del lavoro di integrazione nel tessuto sociale e istituzionale che il Centro La Tenda ha realizzato in questi anni, va segnalato il suo recente riconoscimento come Ente di Formazione accreditato presso la Regione Campania.

Il Centro, lontano dallo stereotipo sociale che tende ad identificarlo in una classica comunità terapeutica per tossicodipendenti, si configura sempre più come un osservatorio permanente sui fenomeni sociali. In tale prospettiva essa continua a svolgere funzioni di:
· agente di sviluppo e di intermediazione sociale, attraverso azioni di networking con enti ed istituzioni, PMI, organizzazioni del privato sociale;
· attivatore di servizi alla persona ed alla comunità;
· promotore di nuove opportunità occupazionali, attraverso la promozione di imprese sociali.
·formazione professionale
·commercio on-line
Le azioni intraprese, i servizi attivati, i progetti realizzati vanno interpretati in un’ottica dinamica di miglioramento continuo e di ricerca dell’eccellenza, sempre attento alle trasformazioni sociali in atto. L’intervento del Centro si concretizza sempre più in azioni di rete (locale, nazionale ed europeo) rivolte all’attivazione di iniziative e percorsi finalizzati alla promozione della cooperazione sociale, in un’ottica di imprenditorialità.
2007La Comunità “Sorella Luna” diventa un laboratorio di esperienze per tutto il Centro La Tenda, ma anche l’occasione di una rifondazione della spirito comunutario per affrontare le nuove sfide, complesse e delicate, che il mutato scenario sociale, nazionale ed internazionale, oggi propone. 2008 C’è del nuovo a Fieravecchia. Si realizza l corso di formazione per la progettazione e l’avvio del Progetto Giovani del Centro La Tenda. Il corso, curato dal Centro studi e formazione caos, ha visto la partecipazione di 12 operatori interessati ad avviare i servizi per i giovani presso la nuova sede di via Fiervecchia nel Centro di Salerno. La formazione, articolata in otto giornate intensive, è stata strutturata in moduli di sei ore ciascuno. Si è svolta attraverso momenti teorico-pratici ed esperienze relazionali. I moduli teorici si sono sviluppati intorno al tema della progettazione di servizi e attività per rispondere ai nuovi bisogni dei giovani. 2009 Proposti dal Centro Studi e Formazione caos , partono i Seminari de La Tenda a Fieravecchia. I seminari si tengono presso la sede di via Fieravecchia del Centro La Tenda e sono aperti a tutta la cittadinanza.
L’obiettivo è quello di offrire uno spazio di riflessione e discussione per la formazione di una nuova cultura sui temi del disagio, delle problematiche educative, della progettazione in ambito sociale, della salute globalmente intesa, del lavoro e dei minori.Alla base, il convincimento che il compito della comunicazione sociale, la sua utilità generale, risieda nell’incoraggiare e nel sostenere il patrimonio collettivo costituito da sane relazioni sociali. 2010 Al via UNO SPOT PER, la campagna di comunicazione sociale sulle principali problematiche che caratterizzano la vita dei giovani.
Viene pubblicato il prodotto multimediale, curato dal Centro studi e formazione caos, dedicato alla prevenzione del disagio, fondata sulla cultura della responsabilità sociale e sulla salute globalmente intesa. Parte ESTATE UTILE A FIERAVECCHIA la proposta del Progetto Giovani del Centro La Tenda per trascorrere una stagione intelligente e solidale. ESTATE UTILE A FIERAVECCHIA vuole essere un modo concreto di coinvolgere i giovani in iniziative artistico-creative, di animazione socio-culturale, di svago intelligente e di solidarietà. Il programma prevede diverse iniziative, indipendenti l’una dall’altra ma accomunate dalla voglia di dare spazio, voce e sane occasioni di protagonismo ai giovani. 2011 SENTINELLE DEL DISAGIO: più operativi meno operatori
Il Centro studi e formazione caos de La Tenda promuove “Sentinelle del disagio”. L’iniziativa prevede, tra l’altro, una serie di corsi formazione rivolti agli Educatori, naturali e professionali, agli Animatori Sociali, agli Operatori Socio Sanitari, agli Operatori della Comunicazione alle prese con con i nuovi bisogni espressi dalla realtà sociale. La proposta formativa, aperta al territo rio, intende sviluppare quanto già realizzato nella prima edizione, ma anche avviare nuovi servizi e nuove attività. Le varie proposte sono accomunate dalla prospettiva, indicata da don Nicola Bari, di diventare più Operativi e meno Operatori
Gli ambiti interessati sono: l’accoglienza e l’orientamento, la comunicazione sociale, il fund raising, la progettazione e l’avvio un servizio per le famiglie, un approfondimento degli strumenti di valutazione clinica e psiocoeducativa, e un’introduzione alle principali psicoterapie. 2012 DALLA CT AL SISTEMA FORMATIVO INTEGRATO Il nuovo modello formativo adottato dalle Comunità del Centro La Tenda. La prospettiva lungo la quale si profila il nuovo paradigma di Comunità Terapeutica pone al centro il modello familiare. Un modello integrato dalle risorse lavorativo-formative del territorio. OPPORTUNITA’ DONNA
Al termine della esperienza di progettazione partecipata, finalizzata ad acquisire il metodo GOPP, il gruppo di lavoro ha prodotto il progetto OPPORTUNITÀ’ DONNA, finalizzato a contrastare tutte le forme di maltrattamento ai danni delle donne. Il progetto, che prelude all’avvio di uno sportello di ascolto per tutte le donne che sono vittime o intendono segnalare fenomeni di maltrattamento, ha come finalità ulteriore la creazione di un Laboratorio che promuova concretamente la cultura delle pari opportunità. Dall’esperienza progettuale nasce
la COMUNITÀ DELLE DONNE di Brignano
è un progetto di comunità, pensato specificamente per le donne. È una proposta che supera, integrandola, quella della Comunità Terapeutica in quanto tale. Di fatto, quest’ultima si caratterizza, a tutt’oggi, come un concentrato, troppo denso di attività educative, psicoterapeutiche, lavorative e animative.
Essa verte sui seguenti punti:
• Differenziare i percorsi personali
• Partire da una maggiore conoscenza delle singole caratteristiche, delle risorse e potenzialità relative ad ogni singola persona ed elaborare Progetti Formativi Individualizzati
• Sviluppare occasioni formative in rete (lavorative, ma anche culturali, sportive, di svago,..) da concretizzare anche internamente alla Comunità ma soprattutto esternamente ad essa
• Monitorare costantemente i Progetti Formativi Individualizzati
• Decentrare le attività ora interne C.T.
• Rivedere la funzione educativa dell’Operatore
• Formare l’Operatore a gestire le dinamiche transferali evitando il coinvolgimento nelle dinamiche interpersonali
• Attrezzare laboratori interni per il tempo da trascorre interamente alla comunità
• Sviluppare un intervento per il coinvolgimento delle famiglie
• Garantire attività di consulenza e sostegno personale, individuale e in gruppo 2013 Il nostro Centro è chiamato a rispondere a nuove forma di disagio, nuove povertà, nuove complessità e a sviluppare una sempre maggiore capacità di accogliere l’altro, “il diverso”, “il senza fissa dimora”, “ il drogato”, il “migrante”, “il malato mentale” ecc. senza pensare di avere risposte preconfezionate per ogni problema.
Sempre più evidente emerge la necessità di una CT capace di aprirsi ad altre risorse, ad altri soggetti, ad altre agenzie formative. Una CT capace di fare rete per lavorare insieme e offrire sostegno ma anche opportunità di autonomia a chi è nel disagio, in concreto.
D’altra parte, il mito di alcune soluzioni per tutte le stagioni è finito. Lo dimostra l’evoluzione della CT che oggi rappresenta solo una delle risposte alla tossicodipendenza. Ma soprattutto è finita l’era delle soluzioni che fanno leva su un Operatore, “onnipotente factotum”, erede della suggestione carismatica del leader. Un modello di comportamento che l’Operatore rischia solo di scimmiottare.
L’ipotesi di cui stiamo parlando, scaturita dal processo di cambiamento avviato dal (e nel) nostro Centro, è quella di un sistema educativo integrato, capace di coniugare i progetti educativi costruiti per (e con) ognuno dei nostri utenti con la più ampia realtà sociale in cui gli stessi giovani sono immersi.
La prospettiva è quella di realizzare una rete di luoghi di aggregazione, di servizi, di produzione socio-lavorativa e culturale da mettere a disposizione di tutti.LA TENDA SEMPRE PIÙ AL SERVIZIO DELL’UOMO E DELLA COMUNITÀ TERRITORIALE
2014 VI FESTA DELLA COMPAGNIA DEGLI AMICI
“Lontano o vicino …l’amico riconosce nell’altro colui che lo aiuta ad essere una persona libera”. E’ ispirato a questa frase di Bonhoeffer, il tema che caratterizza quest’anno la VI Festa della Compagnia degli Amici, in programma per il 29 novembre a Roma, presso la Comunità Sorella Luna.
“Quest’anno” come ci ricordano le parole di don Nicola Bari “abbiamo voluto dedicare all’Amicizia e agli amici tutto il periodo che va dal 6/11 , giorno di festa ufficiale della Compagnia degli amici e di Michele, al 22/12 celebrazione del Natale per il Centro La Tenda. Periodo che vuole essere incontro, rafforzamento, riflessione, attivazione, festa e vita di ciò che è alla radice dei nostri rapporti e permette di riconoscere noi stessi con e nel rapporto con gli amici”. … 2015 La Misericordia è posta al centro di un evento molto sentito e toccante vissuto il 19 dicembre presso la Comunità Sorella Luna. In questo magico ambiente, ispirato in ogni suo angolo al valore dell’accoglienza, la Compagnia degli Amici, nata dall’evoluzione dell’esperienza maturata all’interno de la Tenda durante 35 anni di attività e di attenzione alle persone, ha voluto proporre un ulteriore significativo passaggio “processionale”.
2016 LA LEADERSHIP DI SERVIZIO
Emerge sempre più chiaramente la necessità di rafforzare il livello intermedio della leadership del Centro la Tenda.
È questo, infatti un presupposto necessario per favorire la diffusione dello stesso modello di leadership agli altri livelli della “gerarchia di servizio”.
L’esperienza del Centro La Tenda ha, da tempo, messo in dubbio la tradizionale visione del leder e come “onnipotente factotum” in favore di una concezione più orientata a considerare la natura relazionale della funzione direttiva.
D’altra parte gli strumenti di derivazione psicoterapeutica non risultano più sufficienti a garantire una collocazione funzionale all’organizzazione del lavoro. Le competenze organizzative, di gestione dei processi, risultano di fatto sganciate da competenze psicopedagogiche, in senso stretto, per cui, molto spesso a posizioni ritenute “apicali “ nella struttura organizzativa del Centro non si accede più, tout court, in virtù della “crescita” maturata nell’ambito delle esperienze specificamente educative.
C’è bisogno di persone (o meglio di gruppi di persone) capaci di testimoniare e trasferire ai diversi gradi della “della catena operativa” la proposta del Centro la Tenda a partire dalla chiara individuazione del gruppo di coordinamento delle Aree.