La comunicazione sociale è quella attività prodotta volontariamente e, in modo disinteressato, nell’ambito di una socialità già diffusa. Mentre la comunicazione di utilità sociale è  finalizzata all’educazione ed è promossa attraverso campagne sociali realizzate dalle pubbliche amministrazione, l’interesse dalla comunicazione sociale è dato dalla creazione di beni relazionali e mira a sviluppare processi cooperativi più che convincere e a formare cittadini attivi prima di “buoni cittadini”.

Il capitale prodotto dalla comunicazione sociale risiede nella sua utilità generale risiede quindi nell’incoraggiare e nel sostenere il patrimonio collettivo costituito dalla presenza di queste relazioni sociali.

indicazioni per favorire lo sviluppo  della comunicazione sociale

  • invece di adottare temi solo perché “sociali” o condivisi, è aperta a temi controversi e alla costruzione culturale dei problemi sociali
  • la scelta dei temi sociali è parte integrante del processo comunicativo.
  • ogni intervento deve interessarsi alle visioni del mondo e agli immaginari collettivi di tutti i soggetti coinvolti
  • bisogna puntare a far emergere questioni o aspetti di solito esclusi, superando forme di diniego o censura.
  • è opportuno porre attenzione e cura alle proprietà relazionali, ambientali e linguistiche della comunicazione  ed evitare di concentrarsi solo sui messaggi consapevoli e sui momenti episodici di comunicazione
  • non partire quindi dal solo obiettivo di modificare le condotte individuali ma partire dalla necessità dell’ascolto
  • l’interazione cooperativa, come i beni comuni e relazionali, vengono infatti costruiti solo attraverso l’allargamento della partecipazione e del coinvolgimento di tutti gli attori sociali e di ogni minoranza.
  • si concentra sulle potenzialità, le qualità e i diritti dei “soggetti” implicati (o esclusi) favorendone l’empowerment
  • cerca di superare gli stereotipi e i pregiudizi: è “politicamente corretta”
  • cerca di dare spazio a chi non ha voce